Mettersi alla cappa: fermarsi a vela
1La lezione in parole semplici
Alla cappa, la vela di prua a collo si bilancia con randa e timone. Cerca una pausa stabile con poco avanzamento; considera lo scarroccio.
Che cos'è
Alla cappa, la barca resta in equilibrio sotto vela, avanzando poco. Molte barche si dispongono a circa 45–60° dal vento, ma l'angolo varia. La vela di prua è a collo, con la scotta sul lato sopravvento, quello da cui arriva il vento: spinge la prua ad allontanarsene. Il timone porta la prua verso il vento. La randa parzialmente lascata equilibra le due azioni. Scarrocci sottovento, allontanandoti dalla provenienza del vento, e puoi continuare ad avanzare lentamente, mantenendo abbrivio in avanti.
Perché mettersi alla cappa
Metterti alla cappa ti dà una pausa in mare. Puoi prendere terzaroli, cucinare o mangiare, aspettare la luce o la marea prima di entrare in porto, risolvere un problema o far riposare l'equipaggio. Per molte barche è anche una tattica riconosciuta con cattivo tempo. L'uso d'emergenza per recuperare un uomo a mare, l'arresto rapido, è trattato nel modulo Emergenze.
Come mettersi alla cappa
Dalla bolina stretta, vira senza liberare la scotta della vela di prua. La vela resta sul vecchio lato e si gonfia dal lato opposto, a collo. Lasca parzialmente la scotta della randa. Disponi il timone per portare la prua verso il vento: barra sottovento oppure ruota girata sopravvento, poi fissalo. Regola scotta della randa e timone per ottenere un equilibrio stabile con poco avanzamento. Non imporre un angolo o una velocità prestabiliti.
Trovare l'equilibrio
La chiglia lunga corre sotto gran parte dello scafo; quella a pinna è più corta e profonda. Le barche a chiglia lunga spesso si stabilizzano più facilmente; alcune con chiglia a pinna continuano ad avanzare. Lasca la randa; riduci l'angolo di timone se continui a virare. Avvolgi parzialmente un genoa, una grande vela di prua che si estende oltre l'albero verso poppa, se impedisce alla barca di trovare l'equilibrio. Cambia una regolazione alla volta. Controlla che la vela a collo non sfreghi sulle crocette, le aste che sostengono le sartie, i cavi laterali dell'albero. Mantieni la vedetta e spazio sottovento: stai ancora scarrocciando.
Ripartire
Per riprendere la navigazione, libera il timone, molla la scotta che tiene la vela di prua a collo e recupera quella sottovento. Regola la randa e poggia sulla tua rotta. Secondo il COLREG, una barca a vela alla cappa è ancora in navigazione: non è ormeggiata a terra né ancorata. Mantiene i normali fanali e deve continuare a fare vedetta.
2Passo dopo passo
Mettersi alla cappa dalla bolina stretta
- 1
Naviga di bolina stretta e controlla che ci sia spazio libero sottovento.
Alla cappa, la barca continua a spostarsi per scarroccio e corrente e può mantenere abbrivio in avanti.
- 2
Vira senza liberare la scotta della vela di prua.
La vela di prua resta a collo e spinge la prua ad allontanarsi dal vento.
- 3
Lasca parzialmente la scotta della randa.
Una randa con la scotta tutta recuperata fa avanzare la barca; lascata, equilibra la vela di prua.
- 4
Metti la barra sottovento (oppure gira la ruota sopravvento) e fissa il timone.
Ora il timone cerca di riportare la prua verso il vento.
- 5
Regola randa e timone per un equilibrio stabile con poco avanzamento.
Ogni barca trova un equilibrio diverso: osserva scarroccio e spazio libero, senza imporre un angolo o una velocità prestabiliti.
3Dati chiave
- Prua alla cappa
- Spesso a 45–60° dal vento; varia con barca e condizioni
- Vela di prua
- A collo: regolata con la scotta sopravvento
- Timone
- Barra sottovento (ruota sopravvento), fissata
- Stato secondo il COLREG
- Ancora in navigazione; mantieni vedetta e fanali normali
4Punti chiave
- 1
Alla cappa: vela di prua a collo, randa lascata e barra sottovento si equilibrano.
- 2
Per metterti alla cappa, vira senza liberare la scotta della vela di prua.
- 3
Cerca un equilibrio stabile con poco avanzamento; angolo e scarroccio dipendono da barca e condizioni.
- 4
Usala per prendere terzaroli, riposare, mangiare, aspettare o risolvere un problema; mantieni la vedetta.
- 5
Alcune barche con chiglia a pinna continuano ad avanzare; cambia una regolazione alla volta e osserva lo scarroccio.
5Errori frequenti
Errore: Alla cappa sei fermo, quindi non serve più fare vedetta.
Corretto: Sei ancora in navigazione e scarrocci. Mantieni la vedetta e i fanali e controlla lo spazio libero.
Errore: La barra sopravvento tiene la prua verso il vento.
Corretto: Metti la barra sottovento (ruota sopravvento). Così la prua gira verso il vento, contrastando la vela di prua a collo.
6Caso pratico e chiavi d'esame
Devi prendere una mano di terzaroli. Ti metti alla cappa, ma la barca continua ad avanzare a 3 nodi e ogni tanto vira di nuovo attraverso il vento.
Mostra la risposta
Controlla che la vela di prua sia a collo e il timone disposto correttamente. Prova a lascare la randa per ridurre la spinta in avanti. Se continui a virare, riduci un poco l'angolo di timone. Cambia una regolazione alla volta e osserva il risultato. Riduci un genoa che impedisce alla barca di trovare l'equilibrio. Cerca un assetto stabile e poca velocità, controllando scarroccio e spazio libero: alcune barche con chiglia a pinna continuano ad avanzare. Non imporre un angolo o una velocità prestabiliti.
Chiavi d'esame
- Cappa: vira, tieni fissata la scotta della vela di prua, lasca la randa, barra sottovento.
- La vela di prua a collo fa poggiare; il timone fa orzare; la randa equilibra.
- Scarrocci lentamente sottovento: mantieni spazio libero e vedetta.
- Secondo il COLREG sei ancora in navigazione.
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